venerdì 7 novembre 2014

Doppio Grazie!!!!!

Sono stati 4 giorni veramente intensi, uno più bello dell'altro. Erano due anni che non vedevo i miei suoceri, di solito quando si parla di "suoceri", molto spesso si pensa male, perchè iperprotettivi, ansiotici, invadenti.... nulla ti tutto ciò, per quel che Dio mi ha fatto incontrare nel mio matrimonio.
Già, Matrimonio: vivere il Matrimonio per me è anche vivere con quella parte di famiglia "acquisita" così lontana, perchè di Genova. La vivo così com'è, lontana, perchè molti sono i km che ci separano quanti sono i caratteri più o meno complessi che ognuno si trova. Per me tornare qualche giorno a Genova è bere qualche goccia di quest'acqua di cui abbiamo bisogno, per la nostra esperienza, per il nostro vivere.
E' stato bellissimo, in queste sere, stare dopo cena a tavola a raccontarci esperienze e ricordi, come facevano i nostri nonni con i loro figli quando ancora non c'era internet e i telefonini. Tante risate, tantissimi aneddoti, ho passato ore bellissime affascinato ad ascoltare un mondo che ora non c'è più, trasformato totalmente, ogni foto aveva la sua storia, il suo ricordo. Me ne andavo a letto, dopo queste sere, con le immagini che questi racconti mi provocavano, di contadini, di terra, di fame, di piedi scalzi....
Sono tornato giovedì con un progetto, tante idee, uno sguardo verso il futuro. La consapevolezza ogni volta che "torno" dalla mia famiglia acquisita, che sposandomi sono divenuto parte di una famiglia ancor più grande, la mia più quella di mia moglie. Due vite tanto distanti, che per molte cose comunque comuni, tra le tante la più bella: la semplicità. E' un dono che, chissà, un giorno spero di portare ad un nostro figlio, perchè la semplicità è il punto di partenza e il collante di molte cose belle, prima di tutto quasta: la Famiglia.

martedì 23 settembre 2014

Grazie!!!!

Sabato scorso io e mia moglie siamo stati in provincia di Treviso al matrimonio di un mio carissimo amico. Ho fatto un conto, saranno stati più o meno ventisette anni che non ci si vedeva, vuoi la distanza, vuoi la mancanza di contatti, vuoi la vita. Appena arrivato l'annuncio delle sue nozze a casa ho fatto l'impossibile per esserci, ci tenevo davvero tanto. E festa stupenda è davvero stata, fatta di abbracci, di auguri e tanta nostalgia.
Avete presente quegli "amici di famiglia" che vi hanno visto il pisellino quando siete nati, i primi passi, i primi giri per il cortile di casa, che non sapendo come chiamarli li chiamavate semplicemente "zii"?? Ecco, quella era proprio una famiglia così, con il vantaggio di avere due figli più o meno della nostra età più uno arrivato qualche anno più tardi. Erano le classiche uscite della domenica pomeriggio, quelle che quando non si sapeva cosa fare, mio padre ci portava a trovare vecchi amici, i compagni di avventure di quando erano giovani i miei, loro quindi a raccontarsela, donne in cucina e uomini in garage, noi bimbi a fare come ebeti dei gironi attorno la casa di corsa, o a maltrattare le galline (avevo sicuramente più paura io, giuro!). Poi gli anni sono passati, certe amicizie sono durate pure dopo il terremoto nella mia famiglia, e da quei giri attorno a casa siamo passati a lunghe giornate in spiaggia, a partite a scacchi e pennichelle pomeridiane. Naturalmente crescendo ognuno per la sua strada.
Sabato, rivederci nuovamente tutti assieme (tranne uno, lo "zio" mancato giusto una settimana fa), è stato come ripercorrere le domeniche pomeriggio più felici della mia infanzia e le estati più belle della mia prima giovinezza. La voglia di riprendere quei contatti è tantissima, riavere quella compagnia di queste persone semplicissime come il loro sorriso è enorme. Intanto godiamoci il presente, un'altra famiglia si è unita del nome del Signore, l'Amore ha vinto doppiamente sabato mattina, unendo due persone nell'amore e riunendone cinque nell'Amicizia mai finita!

sabato 16 agosto 2014

quarant'anni

Oggi spengo quaranta candeline. Qua in Friuli, a metterle sotto una bella griglia, ne farei una costa e salsiccia fantastica, ed è quello che faremo domani, insieme ad una parte del cuginame che verrà su da Venezia (non per il mio compleanno, ma per stare insieme ALMENO una volta l'anno).
Il primo regalo l'ho avuto poco fa, alle 5 del mattino: un paio di schiaffi sonori sulle mani dalla Perlotta, la mia gatta; il fatto è questo, non avevo più soldi nel taccuino e ho frugato in quello di mia moglie (mi raccomando non ditele niente!!), poi la gatta con una fame orba perchè NON vuole mangiare l'umido messo ieri sera, appena mi ha visto con le mani nel malloppo pensava tirassi fuori chissà che croccantoni.
"La vita ricomincia a quarant'anni" si dice. Ci sono cose che ne devo ancora fare a quarant'anni, e non mi sono bastati quarant'anni per farle tutte. Ecco, appunto, per iniziare subito bene spero intanto tra quarant'anni di essere qua a raccontarvele, poi ci faremo due belle risate, perchè chiederò al mio destino altrettanti quaranta. Chissà..........

mercoledì 25 giugno 2014

La leggenda della Stella Alpina


Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio.
Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.
Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici. Così neppure un fiore sarebbe potuto sbocciare tra le sue rocce.
Su dal cielo, se ne accorsero anche le stelle, quando una notte le nuvole erano volate via per giocare a rimpiattino tra i rami dei pini più alti, una di loro ebbe pietà di quel pianto e senza speranza scese guizzando dal cielo. Scivolò tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo …
Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo!
Il gelo l’avrebbe certamente uccisa… Ma, la montagna corse ai ripari,  grata per quella prova d’amicizia data col cuore. Avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci…
E quando l’alba spuntò, era nata la prima Stella Alpina

sabato 15 marzo 2014

Concerti d'organo

Faccio un po' di pubblicità gratuita, perché uno degli organizzatori è il mio maestro d'organo. Si terranno nel periodo quaresimale anche quest'anno dei concerti d'organo organizzati dall'Accademia Organistica Udinese nelle chiese di Pasian di Prato e di Paderno (UD).
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Domenica 9 Marzo alle ore 17,00 a Pasian di Prato suonerà l'organista Manuel Tomadin.
Domenica 16 Marzo alle ore 17,00 a Paderno suonerà l'organista Diego Cannizzaro.
Domenica 23 Marzo alle ore 17,00 a Pasian di Prato suonerà l'organista Luca Scandali.
Domenica 30 Marzo alle ore 17,00 a Paderno suoneranno l'organista Ilario Gregoletto e la voce-organista Elena Modena.
Domenica 6 Aprile alle ore 17,00 a Pasian di Prato suonerà l'organista Manuel Tomadin.
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Tante le musiche e gli autori proposti, da Bach a G.B.Martini, da Scarlatti a Buxtehude a C.Ph.E.Bach, Mendelssohn, Purcell, Pachelbel, Mozart....

Ne sentiremo delle belle, divertimento assicurato!!

lunedì 10 marzo 2014

Una bicicletta alla "Aldus"

Ed eccomi qua, a presentare la nuova entrata in casa mia.
........una bicicletta?? Si, una bicicletta. Ero piccolo poco più di un tappo quando mi avevano attaccato alla ruota posteriore due belle rotelle per non farmi perdere l'equilibrio, e messo tanta bella crema sul culetto infiammato dal sellino della bicicletta dove passavo tanto tempo nei miei 20 metri quali saranno stati la via dove abitavo da piccino. Poi piano piano via una rotella, poi via l'altra, poi a tutto sprint per le vie di Mestre, quartiere Carpenedo, sempre con la mia bella bici bianca sgangherona.
Sono arrivato in Friuli, no, non con quella bicicletta, da anni me ne ero comprata un'altra appena ho avuto l'occasione del posto dove metterla, visto che l'amata Venezia, ovviamente, di garage scarseggiava parecchio. Anche dove vivo ora l'acqua non scarseggia, ma è acqua di risorgive, di fiumiciattoli, che bagnano e danno vita a tutto quello che si vede attorno, campi, boschi, fattorie, paesotti immersi nella natura della bassa friulana.
Una bicicletta sotto i piedi mi ha dato modo di vedere tutt'intorno a me in maniera completamente diversa da come la vedevo prima. Tutto molto più lentamente, i rumori si tramutano in suoni, e il rumore della macchina è stato sostituito dal ritmo del mio respiro e il battito del mio cuore, e l'autoradio dal canto degli uccelli e l'acqua del Varmo e dello Stella.
L'idea di una bici da corsa è stata quasi la naturale evoluzione, in qualche modo, di me stesso, da quando ero piccino nel triciclo fin d'ora, perchè la voglia di scoprire il mondo attorno a me è sempre stata fortissima. Solo che sono passato da una Punto come la mia macchina, ad una Ferrari, una bicicletta sorprendentemente leggera (dieci chili più un soffio) e performante, essenziale nelle sue doti quanto perfetta perchè costruita secondo le misure del mio corpo. Una bicicletta alla "Aldus" praticamente, con la quale scoprire ancora, ancora e ancora.