martedì 27 agosto 2013

Carte da lavoro

Si mescolano le carte in questi giorni, al lavoro. Carte da gioco? Anche, in un certo senso. Nel senso che di lavoro ce n'è sempre meno, ma questa non è una novità.
Le carte siamo noi, dipendenti, a un mese dalla chiusura del negozio. C'è da smistare, rinnovare, ritrovare...... ci sentiamo come un mazzo di carte quando (speri) (diciamolo piano) che il tuo "mazzo" di tutti i giorni sia stato visto e compreso e invece ti accorgi piano piano che sembra un disegno fatto a caso. Siamo in trecidi, numero per me con significati a non finire, si sa ormai. Tredici numeri, tredici persone con tredici modi di intendere e vivere la propria esperienza lavorativa. Chi, e sono molti, se ne sbatte placidamente le palle, a ragione o a torto, a volte sono io che con un pizzico di invidia li guardo e annuisco. Chi, e ce n'è uno solo di questi, se ne viene addosso (per non dirla in maniera troppo sconcia) per quel poco che fa, la classica persona che devi dimezzare tutto quello che dice. Chi, e qui mi metto anch'io - ma non sono l'unico, vuole vivere con dignità questo privilegio (perchè è anche un privilegio con la magra che c'è di lavoro), anche se mi faccio un mazzo più che altro per soddisfazione personale. Non so se interpretare bene o male tutto questo giro di personale, naturalmente il mio punto di vista parte dal basso, estremamente basso, e sicuramente non ho un'idea così generale come può averla Qualcuno Lassù negli uffici, ma mi hanno detto che (forse) per la prima volta nella sua vita l'addetta all'ufficio personale ha messo il naso fuori della porta ed è venuta nel nostro negozio stamattina. Peccato che mi sono perso la scena.
Intanto quasi sicuramente domani tocca a me sapere la destinazione. Ho ipotizzato di tutto, mi manca l'impossibile, quel posto irrealizzato nella mia fantasia che come altre volte si è materializzato.

Chissà......

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